7 meraviglie nascoste della Patagonia da scoprire lontano dai sentieri battuti
Quando si pensa alla Patagonia, spesso vengono in mente immagini di ghiacciai, pinguini e cime spettacolari come il Fitz Roy o il Cerro Torre. Ma c’è un lato nascosto, più silenzioso e ancestrale, che affascina in modo diverso: la steppa patagonica.
Sono Meli, travel designer argentina specializzata in viaggi su misura in Patagonia, e ti invito a scoprire 7 meraviglie poco conosciute della steppa, nella regione nord-occidentale della provincia di Santa Cruz. Una zona remota, lontana dal turismo di massa, dove la natura selvaggia incontra la storia antica.
Ti porto in un viaggio attraverso canyon colorati, arte rupestre, siti archeologici, laghi cristallini e strade panoramiche che sembrano disegnate per sognare. Se cerchi un’esperienza autentica, questo è il posto giusto per te.
01. Terra di Colori
Partendo dal paese di Perito Moreno lungo la famosa Ruta Nacional 40 in direzione sud, il primo incanto si trova proprio alla nostra sinistra. In una riserva privata della Fundación Rewilding si cela il meraviglioso Portal Cañadón Pinturas. Qui, ci attende uno spettacolo di colori che forse nessuno si aspetterebbe di scoprire nella vasta steppa argentina.
Durante il periodo Giurassico, antichi fiumi trascinarono cenere, sedimenti e diversi materiali, creando un paesaggio quasi magico, molto simile a quello che vediamo oggi. Queste formazioni particolari sono chiamate “Huayquerías” o “Badlands” in inglese, poiché qui la vegetazione fatica a crescere e il terreno si sgretola facilmente.
È uno dei luoghi che conquista il cuore di grandi e piccini, con un sentiero facile da percorrere. Dal punto di vista fotografico, le giornate parzialmente nuvolose sono le più affascinanti: i colori si intensificano, i contrasti si fanno più vivi e ogni dettaglio prende volume, regalando immagini indimenticabili.
02. Parco Provinciale Cueva de las Manos
Proseguendo lungo la Ruta 40, se parliamo di meraviglie, non può mancare una tappa di grande importanza per l’Argentina: la celebre Cueva de las Manos. Fin da bambini abbiamo visto le famose immagini delle mani dipinte, sempre presenti in fotografie di riviste come Billiken, nei poster scolastici o nei libri di storia e turismo.
Questo straordinario esempio di arte rupestre, realizzato sulle pareti di formazioni vulcaniche, risale a più di 9.000 anni fa ed è un patrimonio di valore inestimabile. Le guide locali accompagnano i visitatori lungo un percorso di circa un chilometro, raccontando com’era la vita quotidiana delle popolazioni che abitavano questa zona millenaria.
Durante la passeggiata, si può anche ammirare la spettacolare vista del canyon del fiume Pinturas, che regala uno scenario naturale di grande impatto.
Per visitare questo luogo straordinario, il consiglio è di alloggiare nella vicina cittadina di Perito Moreno, che offre tutti i servizi necessari. L’ingresso si paga al centro informazioni, al momento dell’arrivo, e solo in contanti.
03 Alero Charcamata
Proseguiamo questo viaggio nel passato e nella storia degli antichi abitanti della regione, scoprendo un luogo molto vicino che per me è unico e speciale. L’accesso è consentito solo con guida, poiché si trova all’interno di una proprietà privata e gran parte del percorso si percorre su veicoli 4×4.
Dopo essere scesi dal fuoristrada, si cammina all’interno di un canyon, che conduce all’alero: una parete rocciosa inclinata dove si trovano antiche pitture rupestri, testimonianze preziose di culture millenarie.
Un complemento ideale a queste due esperienze archeologiche è la visita al Museo Archeologico Carlos J. Gradín, nella cittadina di Perito Moreno, dove si può approfondire la conoscenza della vita dei popoli pre-tehuelche e del contesto geografico di quell’epoca.
04 Arco di Pietra e l’Istmo
Dopo aver percorso qualche chilometro in più lungo la Ruta 40 e lasciandoci alle spalle l’arida steppa, cominciamo a intravedere le prime pieghe della Cordigliera delle Ande. All’orizzonte, appare maestoso un enorme massiccio di granito: è il Monte San Lorenzo, la cima più alta della provincia di Santa Cruz.
Dopo circa 70 chilometri, quando il monte scompare nuovamente alla vista, raggiungiamo il piccolo villaggio di Lago Posadas. Qui possiamo fermarci a dormire, raccogliere informazioni utili e rifornirci di viveri prima di continuare la nostra avventura.
Il gioiello naturale del luogo è il celebre Arco di Pietra, una formazione rocciosa unica, scolpita dal vento e dall’acqua nel corso dei secoli, che emerge elegantemente dalle acque limpide del lago Posadas.
Seguendo il sentiero, si arriva poi a un sottile istmo: una lingua di terra che scende dalle montagne e separa due laghi molto diversi tra loro — il lago Posadas e l’imponente lago Pueyrredón.
In questa regione remota, lungo i sentieri solitari, si incontrano anche antiche estancias, rifugi accoglienti e lodge immersi nella natura selvaggia, perfetti per chi sogna un’immersione totale nella Patagonia più autentica.
05 Ruta Scenica 41
A pochi chilometri dall’uscita di Lago Posadas, un cartello segnala l’inizio della Ruta Scenica 41: 150 chilometri di paesaggi puri, incontaminati, che sembrano usciti da un sogno. La fotografa consiglia di non mettere mai via la macchina fotografica: ogni curva regala un’inquadratura perfetta.
Questa strada sterrata corre tra la Cordigliera delle Ande e l’immensa meseta del lago Buenos Aires — un altopiano che accompagna costantemente il viaggiatore lungo tutto il percorso. Il tragitto rivela la varietà degli ambienti naturali e la ricchissima biodiversità della regione.
Si attraversano diversi ecosistemi: dalla steppa patagonica al bosco andino, popolato da alberi tipici come le lengas e i ñires, fino a incontrare montagne di origine vulcanica e curiose formazioni geologiche. È facile avvistare fiumi cristallini, cime maestose e un gran numero di uccelli locali.
Il consiglio è percorrere la strada con calma, lasciandosi sorprendere da ogni dettaglio. Per accompagnare il viaggio, si consiglia scaricare in anticipo l’audioguida creata dalla Segreteria del Turismo di Santa Cruz — uno strumento prezioso, visto che in questa zona remota non c’è copertura per il cellulare.
E come se non bastasse, al tramonto arriva l’ultima meraviglia: un enorme specchio d’acqua che sembra non avere fine. È il lago Buenos Aires, che con la sua imponenza annuncia che la prossima tappa è ormai vicina.
06 Lago Buenos Aires e Riserva Naturale Laguna de los Juncos
Los Antiguos è un villaggio che non ha bisogno di grandi presentazioni. Conosciuto come la Capitale Nazionale della Ciliegia, è il centro di produzione di frutta fine più a sud dell’Argentina. Si trova ai piedi di una delle meraviglie naturali della regione: il lago Buenos Aires, chiamato Chelenko dagli antichi popoli Tehuelche.
Proseguendo lungo la Ruta Provinciale 43 si arriva alla riva del lago, dove è possibile praticare varie attività: kayak durante l’estate, pesca sportiva, oppure semplicemente una passeggiata rilassante lungo le sue sponde cristalline.
Accanto al lago si trova la Riserva Naturale Urbana Laguna de los Juncos, un piccolo paradiso con sentieri interpretativi perfetti per scoprire la flora autoctona, godersi un buon mate all’aria aperta e contemplare il paesaggio in totale tranquillità.
Io consiglio vivamente di non lasciare Los Antiguos senza prima visitare le chacras, le aziende agricole locali produttrici di ciliegie, dove i proprietari accolgono i visitatori con merende casalinghe deliziose e marmellate artigianali davvero indimenticabili.
07 Parco Nazionale Patagonia
Lasciandoci alle spalle la “Capitale Nazionale della Ciliegia”, continuiamo il nostro viaggio lungo la Ruta Provinciale 43 in direzione del Parco Nazionale Patagonia. Dopo soli 17 chilometri, sulla sinistra, si apre l’ingresso alla Riserva Naturale Silvestre La Ascensión.
Questa storica estancia, una delle prime della zona, è stata restaurata e oggi fa parte della rete dei Parchi Nazionali argentini. La riserva protegge un settore prezioso dell’altopiano del lago Buenos Aires e ospita una specie unica al mondo, endemica della provincia di Santa Cruz: il Macá Tobiano (podiceps gallardoi). Questo elegante uccello tuffatore nidifica in estate nelle lagune d’alta quota della meseta, ed è uno dei simboli della conservazione in Patagonia.
Nel parco è possibile pernottare nella zona di campeggio libero chiamata Caburé, fare escursioni a cavallo lungo le sponde del lago oppure, per gli amanti del trekking, scegliere tra diversi sentieri immersi nella natura, con livelli di difficoltà variabili.
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Sono Melisa e ho vissuto 5 anni in questo maraviglioso posto. Andiamo?
