Naturgemälde: la pittura della natura di Humboldt

Oltre a essere fotografa sono anche graphic designer, che in realtà è stata la mia prima professione e ciò che ho scelto di studiare nel 2008, quando mi sono trasferita a Buenos Aires. (Argentina).

Fin da giovane sono sempre stata appassionata del mondo grafico delle immagini: mappe, illustrazioni, pittura e tutto quel tipo di universi. Qualche anno fa ho visto questa infografica che mi ha colpito molto per la sua complessità, bellezza e dettaglio, soprattutto considerando l’epoca a cui apparteneva. Si è rivelata opera di questo signore, di cui parlerò brevemente oggi: Alexander Von Humboldt.

Naturgemälde, 1805. https://www.davidrumsey.com/

Naturgemälde, 1805. https://www.davidrumsey.com/

Ho iniziato a interessarmi a Humboldt piuttosto tardi nella vita – penso – grazie ad Arturo Wilks, un mio amico geologo che mi consigliò di leggere il libro di Andrea Wulf “L’invenzione della natura – Il nuovo mondo di Alexander Von Humboldt”. Con un titolo così non ho avuto dubbi e l’ho comprato subito, iniziandolo a leggere immediatamente. Quel povero libro è stato divorato in pochi giorni e con grande sorpresa e gioia ho trovato lì questo bellissimo termine, degno di essere tatuato: Naturgemälde. È una parola tedesca che, come dice Andrea, non ha una traduzione esatta, ma si potrebbe definire come “La pittura della natura”. Lo immagino e mi fa venire i brividi, mi regala una sensazione bellissima.

Immagine di Alexander von Humboldt in un’incisione su rame di Auguste Desnoyers. (1805).

Immagine di Alexander von Humboldt in un’incisione su rame di Auguste Desnoyers. (1805).

Con questo termine ha intitolato la sua opera sul Chimborazo, la montagna più alta dell’Ecuador e delle Ande meridionali, che fino a quel momento era considerata la più alta del mondo. È stato senza dubbio un lavoro interpretativo dei suoi studi e delle sue osservazioni, unico nel suo genere. Voleva trasmettere qualcosa di diverso rispetto agli scienziati con le loro “noiose tabelle piene di numeri” e quantità varie. Ha così progettato, forse senza saperlo, la prima infografica naturalistica della storia.

Rappresentava lì la ricchezza della flora del Chimborazo realizzando una specie di “sezione” trasversale, in base all’altitudine alla quale le aveva osservate, dal piede alla cima, considerando le variazioni di temperatura, pressione e umidità in ogni punto. Un lavoro meraviglioso, invidiabile e prezioso per la sua epoca (1805).

Il messaggio principale che voleva trasmettere con il suo primo Naturgemälde era che tutto era connesso. Senza dubbio, quest’opera è diventata un lavoro senza precedenti, non solo nel mondo del naturalismo ma anche nel design grafico. 

Di seguito alcuni grafici che mi sono piaciuti molto, per farvi apprezzare il livello di passione e dettaglio in ognuno di essi (tratti da davidrumsey.com):

La trascendenza di Von Humboldt

Alexander è stato un giramondo, un viaggiatore instancabile che ha percorso tantissimi paesi e ha cambiato il modo di percepire il mondo. Già ai suoi tempi aveva chiaro il concetto che tutto in natura fosse intrinsecamente collegato e che la vita di ogni essere dipendesse dalla salubrità dell’intero ambiente che lo circonda. La cosa più incredibile è pensare che sia stato fonte di ispirazione per grandi naturalisti della storia come Charles Darwin, Henry David Thoreau, John Muir e persino per politici come Simón Bolívar.

 Consiglio davvero questo grande lavoro di Andrea Wulf, che trasmette la stessa passione di Humboldt per la natura e ha fatto un lavoro impressionante visitando i luoghi in cui il naturalista è stato, raccogliendo informazioni e leggendo una valanga di libri. La mia ammirazione per Andrea!

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